I Mulini Mandelli, situati a Porto di Fiera, vicino al centro storico di Treviso, sorgono alla confluenza del fiume Sile con l’affluente Storga, oggi parzialmente tombato e convogliato sottoterra. Questa posizione strategica consentiva il trasporto del grano per via fluviale fino a Venezia, con il carico e lo scarico della merce che avveniva direttamente tra i barconi e i silos.

Le origini dei mulini risalgono probabilmente al Quattrocento, quando già esistevano mulini azionati dalla forza dell’acqua generata dal dislivello tra i due corsi d’acqua. I documenti conservati nell’Archivio di Stato di Venezia attestano la presenza di attività molitoria fin dai tempi antichi. Nel corso dei secoli, i mulini passarono di proprietà tra nobili famiglie veneziane e istituzioni come l’Ospedale della Pietà di Venezia.

Il complesso subì diversi ampliamenti e ristrutturazioni nel corso del tempo, culminando in un significativo rimaneggiamento nel 1876, quando Luigi Mandelli introdusse il “mulino ungherese” con mulini a cilindri. A partire da allora, attorno al nucleo centrale vennero costruiti nuovi edifici per ospitare macchinari, magazzini e case per gli operai.

Dopo vari passaggi di proprietà e utilizzi, tra cui una fase come stabilimento di produzione di bozzoli e sete, l’area è stata progressivamente abbandonata. 

Nel 2022 l’area è stata rilevata da Pierangelo Bressan, che vuole dare nuova vita a questo complesso. Il progetto è stato affidato allo Studio Matteo Thun, la cui filosofia è quella di far dialogare natura e architettura, valorizzando l’aspetto storico artistico del complesso de Mulini Mandelli.

 

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1681: Prima documentazione dei mulini Mandelli

I documenti storici conservati nell'Archivio di Stato di Venezia attestano la presenza di due mulini: uno di proprietà della nobile Foscarina Contarini Vianolo con tre ruote, e uno dell'Ospedale della Pietà di Venezia con due ruote. La gestione dei mulini è affidata ad Antonio Marangon. Questa data segna una tappa fondamentale nella storia dei Mulini Mandelli, indicandone l'importanza per l'economia locale.

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1834: Aggiunta di una sesta ruota idraulica

Viene aggiunta una sesta ruota ai mulini Mandelli, rendendo l'attività molitoria più efficiente. Nello stesso anno, tutte le gore delle ruote vengono ricostruite in muratura. Questo miglioramento tecnologico è significativo per la produttività e l'espansione del complesso, che diventa uno dei centri molitori più avanzati della zona.

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1876: Fondazione del "mulino ungherese" da parte di Luigi Mandelli

Luigi Mandelli acquisisce la proprietà e trasforma il mulino secondo il modello "ungherese", caratterizzato dall'introduzione dei mulini a cilindri. Questo innovativo processo di macinazione porta a un notevole ampliamento degli edifici e alla costruzione di nuovi spazi per ospitare i macchinari, oltre a nuove case per gli operai e una villa padronale. Questa trasformazione segna l'inizio dell'era industriale dei Mulini Mandelli.

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1906: Passaggio della proprietà a Ernesto Mandelli

Dopo la morte di Luigi Mandelli, il mulino passa al nipote Ernesto Mandelli e alla moglie Emma Piccoli. In questi anni vengono apportate ulteriori modifiche agli edifici, inclusa l'espansione di una struttura sulla riva destra della Storga. L'eredità di Luigi Mandelli viene portata avanti con l'intento di consolidare la posizione del mulino come centro di produzione di farine di alta qualità.

1912: Fallimento della gestione Mandelli e acquisizione da parte di Angelo Gino Toso

L’attività molitoria dei Mandelli viene dichiarata fallita e viene acquisita da Angelo Gino Toso. Sotto la nuova gestione, il complesso viene modernizzato con l'installazione di due turbine idrauliche, motori elettrici e una motrice a vapore di riserva. Questa ristrutturazione sottolinea la continua evoluzione dei Mulini Mandelli come punto di riferimento nell'industria molitoria.

1936: Trasformazione in magazzini per bozzoli e sete

Dopo un periodo di inattività, il complesso viene acquistato dalla Società Anonima Veneta e convertito in magazzini per la stagionatura e il deposito di bozzoli di seta. Questa conversione riflette l’adattabilità degli edifici dei Mulini Mandelli e la loro continua importanza economica per la regione.

1944: Danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mulini Mandelli subiscono gravi danni a causa dei bombardamenti alleati. Dopo il conflitto, molte delle strutture vengono demolite o ristrutturate. Questo periodo rappresenta un momento critico nella storia dei mulini, segnando la fine di un'era e l'inizio di nuove sfide per il complesso industriale.

1952: Ricostruzione e ristrutturazione del complesso

Viene richiesta l’autorizzazione per la ricostruzione di un capannone a nord del complesso, segnando l’inizio di una fase di ricostruzione post-bellica. Questa ristrutturazione rappresenta un ulteriore tentativo di rilancio del sito industriale, adeguandolo alle nuove esigenze economiche e funzionali.

Anni '70: Trasformazione della proprietà in Magazzini Generali Doganali

Negli anni '70, la storica proprietà dei Mulini Mandelli subisce un'importante trasformazione diventando Magazzini Generali Doganali, un passaggio cruciale per la sua evoluzione industriale e commerciale. Durante questo periodo, a seguito di un devastante incendio, vengono realizzati significativi lavori di ristrutturazione per ripristinare le strutture danneggiate e garantire la sicurezza del complesso.

1992: Fondazione Cassamarca acquisisce gli ex Mulini

Nel 1992, la proprietà degli storici ex mulini passa nelle mani della Fondazione Cassamarca, segnando un nuovo capitolo nella storia del complesso. Questo passaggio rappresenta un importante tentativo di preservare il valore storico e architettonico degli edifici, considerati un esempio significativo di archeologia industriale.

Vista Aerea Mulini Mandelli 1992

2005 - 2012: Nuova proprietà e nuovo piano di recupero

Nel 2005, gli ex mulini vengono acquistati da una società guidata dall'imprenditore Federico Bano. Nel 2012, la nuova proprietà presenta un Piano di Recupero progettato dallo studio Gulli Associati di Padova. Il piano prevede la demolizione di alcuni volumi considerati deturpanti e il recupero della volumetria storica, insieme al restauro degli edifici di valore architettonico. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, questo piano di recupero non viene mai attuato.

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2022: Cambio di Proprietà a Pierangelo Bressan

Nel 2022, l'area degli ex mulini cambia nuovamente proprietario, passando al sig. Pierangelo Bressan. Questo evento segna una nuova fase per il futuro del complesso immobiliare, con rinnovate aspettative per il suo sviluppo e recupero.

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2023: Il progetto è affidato allo Studio Matteo Thun & Partners

Il prestigioso studio dell'architetto di fama internazionale Matteo Thun ha ricevuto l'incarico di progettare il recupero dei Mulini Mandelli. A partire dal 2023, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza dell'intera area, segnando l'avvio di un ambizioso progetto di riqualificazione. I principi guida del progetto sono la sostenibilità ambientale e il dialogo con la natura, garantendo che ogni intervento sia rispettoso dell'ecosistema locale e contribuisca a valorizzare l'ambiente naturale. Questo approccio innovativo mira a creare un equilibrio tra architettura contemporanea e il recupero del patrimonio storico, offrendo un nuovo modello di vivibilità urbana sostenibile.